La Terra Cava

Con l’espressione teoria della Terra cava ci si riferisce a diverse teorie, formulate da diversi pensatori in diverse epoche storiche, secondo cui il Pianeta Terra sarebbe cavo al proprio interno. Secondo alcune di queste teorie, sotto la superficie terrestre vi sarebbero altre superfici concentriche, che potrebbero a loro volta essere abitate o abitabili.

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TEORIE ANTICHE

Sin dai tempi antichi diverse teorie hanno sostenuto l’esistenza di regni e territori sotterranei, sia come teorie relative a ipotetici veri territori sia come metafore per condizioni dello spirito (si pensi all’opera di Platone e al mito della caverna).Alcune di queste teorie col tempo sono andate a costituire le basi per luoghi concettuali, quali l’Ade della mitologia greca, lo Svartálfaheim della mitologia nordica, lo Sheol ebraico o l’inferno cristiano.

 TEORIE MODERNE

La teoria arrivò fino all’inizio del XX secolo, quando William Reed, scrisse Phantom of the Poles (1906), sostenendo la teoria di una terra cava ma senza soli o secondi gusci. Reed portò a sostegno i racconti di alcuni famosi esploratori dell’epoca, tra cui Louis Bernacchi, Fridtiof Nansen, Karl Mauch, Adolphus W. Greely, Allen Henry e altri. Sulla base di queste osservazioni, Reed sostenne l’esistenza di un grande mare di acqua dolce che si estendeva oltre quello che avrebbe dovuto essere il Polo Nord. Da questi resoconti, Reed arrivò a sostenere che i Poli non fossero mai stati in realtà scoperti, semplicemente perché non esistono: al loro posto si troverebbe un enorme buco con il passaggio al Continente Interno. Le acque marine si sarebbero riversate all’interno correndo lungo la superficie.Reed e Gardner ripresero alcuni dubbi espressi dagli esploratori polari, stupiti di trovare enormi iceberg di acqua dolce e non salata. La risposta data da entrambi gli studiosi fu formulata in questi termini: gli iceberg sono d’acqua dolce perché sono formati dalle acque dei fiumi del continente interno. Quando Robert B.Cook rinvenne negli strati glaciali i resti di mammuth perfettamente conservati, Marshall Gardner affermò non era possibile che un reperto fosse rimasto integro così a lungo, e che quelli trovati sarebbero stati i resti di creature morte di recente dopo essere sfuggite dal Continente interno.Altri scrittori hanno sostenuto che nel territorio sotterraneo abitino creature di grande saggezza. L’Antartide, il Polo Nord, il Tibet, il Perù, e il Monte Shasta in California, USA, sono stati di volta in volta identificati come punti di ingresso a questi regni sotterranei, dove si troverebbero la città mitologica di Agarttha, o addirittura le basi degli UFO.

IMMAGINI SATELLITARI NASA:

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 TEORIA SCENTIFICA:

All’inizio, circa 4 o 5 miliardi di anni fa, quando la Terra era ancora un’enorme palla di gas supercaldi in rotazione, iniziò gradualmente a contrarsi mentre si raffreddava. Le leggi della fisica richiedono che un gas per condensarsi si debba raffreddare; così, rapidamente la sfera rotante di gas rarefatti ha cominciato a concentrarsi mentre continuava la perdita di calore. La propria forza gravitazionale auto-centrata prese a ridurre il diametro della sfera rotante costituita da materiale in raffreddamento … ma solo per una certa estensione. Questa è la grande distinzione logica tra la vecchia inadeguata teoria di formazione planetaria e la scoperta di Gardner. La vecchia nozione porterebbe a credere che la contrazione gravitazionale continuò senza arrestarsi finché la Terra divenne una calda massa fusa sotto una furiosa pressione gravitazionale. Mentre un tale scenario indubbiamente costituisce la norma nell’evoluzione celeste di corpi particolarmente immensi, come è il caso di tutte stelle, non costituisce lo sviluppo finale dei tipici pianeti. 

Il secondo fattore cruciale che presenta difficoltà è la forza centrifuga. Si ricordi che mentre la gravità cerca di condurre tutto il materiale verso il centro, c’è al lavoro una forza opposta, la forza centrifuga. Proprio come un pattinatore ruota molto più rapidamente quando porta le braccia contro il suo corpo, così anche il non ancora contratto proto-pianeta comincia a ruotare più rapidamente mentre diminuisce la sua dimensione. Come l’acqua incollata in un secchio che rifiuta di fuoriuscire se si ruota il secchio velocemente in circolo, così anche questa stessa legge di forza centrifuga del moto tenta di scaraventare tutto il materiale fuori dall’asse di rotazione del pianeta in formazione. Così finalmente, in questa silenziosa lotta titanica tra due forze naturali, un equilibrio è stato raggiunto. Quando la veloce rotazione della sfera aveva confinato sé stessa a circa 12.900 km di diametro, venne raggiunto l’equilibrio tra forza gravitazionale e forza centrifuga. Ma c’era di più. (segue sotto)

C’è una speciale caratteristica della forza centrifuga e non dobbiamo trascurarla. L’intensità della forza centrifuga diviene notevolmente minore come questa si avvicina a formare un angolo retto con l’asse di rotazione. Un semplice esempio quotidiano di questo comportamento è l’acqua in un lavabo. Se voi rimuovete il tappo dello scarico e permettete all’acqua di cominciare ad uscire, cosa osserverete? Un vortice o mulinello, uno spazio vuoto circondato dal materiale in rapida rotazione. Ora immaginate questo stesso principio in azione su quel corpo in contrazione che stava diventando la nostra Terra. Ad angoli retti all’asse di rotazione, in altre parole ai “poli”, la forza centrifuga era notevolmente più debole che altrove, perciò, benché all’equatore della Terra la forza centrifuga potesse contrastare l’avanzata interna di una massa di circa 12.900 km di diametro, tale forza era notevolmente meno efficace nelle regioni polari, dove la contrazione si arrestava a circa 2250 km. La conseguenza inevitabile di questo compromesso naturale è che il nostro pianeta ha concluso la sua evoluzione e si è solidificato come una sfera cava di 12.900 km, con delle Aperture Polari del diametro di 2250 km. 

Ora è a questo stadio della logica che Gardner supera le manchevolezze di Reed. Perché dai suoi studi delle documentazioni astronomiche e fotografiche, specificamente riferite a nebulose e comete, Gardner è divenuto consapevole di tutta la verità. Nel centro preciso di queste sfere traslucide c’è una palla incandescente proporzionalmente piccola. Tra questo luminoso globo interno ed il guscio della nebulosa c’è un grande spazio che s’interpone; detto in altro modo, la nebulosa è cava eccetto la sfera brillante nel suo centro. Perché? Dov’è, allora, un altro punto in cui la forza centrifuga è piuttosto debole, oltre ai poli? La risposta naturalmente è al centro preciso di rotazione, ed una volta di nuovo la logica è così lineare che possiamo esaminare prontamente un comune esempio famigliare per sostenere l’argomentazione. Quale sarebbe il risultato se spruzzaste un strato di polvere sul piatto di un giradischi e quindi iniziaste l’ascolto ad alta velocità ? La polvere volerebbe via dal piatto… eccetto per una piccola porzione nel centro preciso. 

Basato sui suoi studi della nebulose planetaria attraverso l’osservazione di fotografie, Gardner poteva congetturare che il guscio molto spesso della Terra è di circa 1290 km, le Aperture Polari lo attraversano per 2250 km, ed il Sole Centrale, di circa 970 km di diametro, è sospeso gravitazionalmente (il globo incandescente è bloccato dalla gravità nell’esatto centro planetario). A causa dell’enormità e della curvatura molto graduale dell’Apertura Polare, è impossibile osservarla visivamente; questo è come il fatto che non vediamo che la Terra è sferica. La curva è troppo graduale per poterla osservare. In conseguenza della condensazione quasi continua di aria calda interna con aria molto fredda esterna polare, le Aperture Polari quasi sempre sono coperte da uno spesso strato di nubi. Questo spiega perché quando si osservano dai satelliti le aperture, si vede proprio come se là davvero ci fossero le mitiche calotte polari all’estremità della Terra, come richiesto della politica del Governo. Gardner è stato condotto inevitabilmente alla sua monumentale scoperta scientifica dalla quantità di informazioni incoerenti che incontrava continuamente durante i suoi anni di studio, tratte specialmente dalle spedizioni nell’alto Artico. Fra i numerosi misteri, si ha: 

1) un drastico miglioramento del clima nell’estremo nord
2) l’estrema particolarità delle famose Luci Settentrionali o Aurore Boreali
3) il comportamento eccentrico della bussola alle alte latitudini.


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